La dieta mediterranea combatte le rughe

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La dieta mediterranea, povera di acidi grassi saturi e ricca di pesce ed omega 3, determina una pelle liscia e priva di cedimenti.

Navigando qua e là per i postriboli del web si apprende che le donne (e gli uomini) hanno recentemente iniziato a rivalutare le proprie rughe e ad accettare serenamente la comparsa di solchi sul viso, considerati, nell’immaginario internettiano, come “cicatrici dell’anima” o come segni della nostra espressività.

Al di là della doverosa retorica dall’impatto consolatorio, non esiste probabilmente un solo individuo al mondo disposto ad accettare con soddisfazione il passare del tempo e le sue manifestazioni esteriori senza tentare di combatterle, magari partendo proprio da quella proverbiale dieta mediterranea che si rivela ogni giorno di più come l’autentica panacea di ogni male.

In occasione del convengo tematico “Belli mangiando”, svoltosi a Roma alla presenza di dermatologi e nutrizionisti, gli esperti di settore hanno voluto ribadire come il possesso di una pelle liscia e priva di cedimenti passi necessariamente da un’alimentazione povera di acidi grassi saturi e ricca di pesce ed omega 3.

Prendendo ad esempio lo stato di conservazione dell’epidermide delle popolazioni orientali, dove l’alimentazione è spesso costituita quasi interamente da pesce, i dermatologi italiani hanno spiegato come una continua sovrabbondanza di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi contribuisca all’elasticità della cute e alla sua idratazione, difendendo la sua primordiale tonicità dall’azione del tempo e dai solchi provocati dalla mancata produzione di collagene.

Una dieta troppo ricca di carni e carboidrati, al contrario, tenderebbe ad accelerare il deterioramento della pelle, rendendo l’epidermide secca, rilassata e soggetta a quei cedimenti strutturali che portano allo sdoppiamento del nostro mento e alla fuoriuscita delle guance dalla loro sede naturale.

Attenzione, inoltre, ai metodi di cottura impiegati, dato che fritture e consimili tendono a sprigionare una quantità di sostanze, prodotte dall’unione di proteine e zuccheri, in grado di danneggiare la nostra pelle, mentre la cottura a forno risparmierebbe gli alimenti dal fenomeno definito come glicazione e dai sui effetti sulla nostra pelle.

Senza perdere di vista i doverosi accorgimenti cosmetici e il ricorso a prodotti idratanti in grado di agire dall’esterno, è buona norma dunque regolare il nostro orologio biologico dall’interno e prevenire quell’azione del tempo che ci costringe a vagabondare per i postriboli del web in cerca di qualche misera consolazione o di una metafora da social network in grado di rendere le nostre rughe più accettabili.